sabato 18 ottobre 2008

Del Lungo prende posizione contro le rimozioni di biciclette

Troppe bici rimosse. La denuncia viene direttamente dall'assessore all'ambiente Claudio Del Lungo che "parla" dalle colonne del quotidiano La Repubblica di ieri. Dal primo gennaio al 31 luglio 2008, i vigili ne hanno portate via 1.095. Praticamente 9 al giorno. Un´infinità, un´ingiustizia. Perché ogni giorno le bici che circolano in città si stimano tra le 24 e le 28 mila: in tutto l´8 per cento della mobilità complessiva di un giorno a Firenze. E le auto? Dall´inizio dell´anno polizia municipale e Sas hanno portato via 7.055 veicoli. Ma in tutto sono 220 mila le automobili che nelle 24 ore entrano ed escono dalla città. «Rapportando i numeri, considerando che le auto sono dodici volte di più delle bici, avrebbero dovuto portarne via almeno 13 mila», fa i conti l´assessore all´ambiente di Palazzo Vecchio Claudio Del Lungo, convinto che i vigili si stiano accanendo contro le bici. «La polizia municipale esagera, non è amica di chi non inquina», si infuria l´assessore, che ha già scritto al comandante Alessandro Bartolini per chiedere lo stop delle rimozioni selvagge di bici («Spesso si parte da una segnalazione di un velocipede fuori posto e poi si fa piazza pulita su tutta la strada», sostiene Del Lungo). C´è un altro dato: i vigili urbani da inizio anno a fine agosto, hanno emesso per le auto che sostano in doppia fila poco più di 700 multe. «Ingiustizia clamorosa», dice Del Lungo.

Nelle scorse settimane si è persino parlato di un´ordinanza ad hoc per stabilire strade, marciapiedi e piazze dove è possibile parcheggiare la bici (ovviamente si parla di parcheggi fuori dalle rastrelliere) senza incappare nella rimozione, a cui si aggiunge una multa da 74 euro se si è violato il codice della strada o da 160 euro se invece si è andati contro il nuovo regolamento di polizia urbana. Poi dell´ordinanza, per cui si sono già due volte incontrati gli assessori alla sicurezza Graziano Cioni e Del Lungo, non si è fatto più nulla.

I vigili sostengono che una bici parcheggiata sul marciapiede, anche se non viola il regolamento di polizia urbana («Non si può parcheggiare il velocipede sul marciapiede se crea intralcio»), viola per forza il codice della strada, che impedisce categoricamente il parcheggio fuori dalle rastrelliere. Quindi, sempre a detta dei vigili, si dovrebbe, per permettere il parcheggio sul marciapiede, fare le strisce e installare i cartelli appositi. Una spesa che Palazzo Vecchio non si può permettere: converrebbe più fare nuove rastrelliere. Per questo, niente ordinanza ad hoc con le strade «franche». E le rimozioni continuano. Tanto che la depositeria è piena.

La risposta all'articolo di Repubblica arriva in giornata non dall'assessore Cioni, ma dal comandante della polizia municipale Bartolini, tramite un comunicato diffuso dall'ufficio stampa del Comune. Il comandante Bartolini parla della professionalità dei vigili e ventila l'omissione di atti di ufficio qualora i vigili non facessero le rimozioni di biciclette. Il discorso avrebbe un senso se i vigili riuscissero a sanzionare tutte le infrazioni che avvengono ogni giorni in città. Non si capirebbe allora perché non le biciclette. Ma visto che io vigili riescono a sanzionare solo una piccolissima frazione di questi comportamenti illeciti, i ciclisti si domandano cosa ci sarebbe di male a chiedere loro di concentrarsi sui comnpoortamenti maggiormente dannosi, per i cittadino e l'ambiente, che non sono certo quelli dei ciclisti.

Segue il comunicato del Comune.


In merito ad un articolo apparso oggi sulla stampa inerente ad alcune dichiarazioni dell'assessore Claudio Del Lungo relative al fatto che la Polizia Municipale "esagera, non è amica di chi non inquina", e che "avrebbe dovuto portar via almeno 13.000 auto a fronte della rimozione di 1.095 biciclette dall'inizio dell'anno", il Comandante Alessandro Bartolini precisa quanto segue: "In primo luogo non è dovere della Polizia Municipale tenere rapporti di amicizia con gli utenti della strada, inquinanti e non, in quanto l'unico dovere dei vigili è quello di applicare le leggi ed i regolamenti emanati dal Comune. Non è possibile stabilire a priori il numero delle rimozioni di una categoria di veicoli, che gli agenti devono effettuare, calcolato nel rispetto proporzionale di quelle eseguite per le altre categorie, in quanto essi devono applicare le sanzioni a seguito di accertamenti concretamente effettuati e non in base a statistiche. In ogni caso, il carro attrezzi è intervenuto dall'inizio dell'anno in 15.082 casi inerenti auto, poiché alle rimozioni occorre sommare il blocco dei veicoli, spesso effettuato previo spostamento dei medesimi". "Il Codice della strada - dice ancora il comandante Bartolini - viene applicato dalla Polizia Municipale in modo professionale e consapevole di tutte le necessità della città, che non sono solo quelle dei ciclisti, ma anche quelle degli utenti deboli, dei non vedenti, dei disabili, degli anziani, delle mamme con i passeggini, che hanno l'identico diritto di poter transitare sui marciapiedi in sicurezza. Agiamo quasi sempre su reclamo di qualche cittadino che ritiene, a ragione, di veder violato un proprio diritto. Se poi l'assessore Del Lungo pretende che la Polizia Municipale non applichi il Codice della Strada ed ometta un atto del proprio ufficio, lo dica chiaramente. In ogni caso avrà una risposta negativa".


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