Zona rossa




Viviamo in un’epoca curiosa. Anzi, ripensandoci, la filosofia è sempre la stessa, da secoli.
Negli ultimi giorni sono state create dal Prefetto diciassette “zone rosse” in cui chi è stato denunciato per spaccio o microcriminalità non può “stazionare” e deve “allontanarsi” da queste.
Da semianalfabeta giuridico mi pare di ricordare che chi è stato denunciato non è (ancora) colpevole, almeno fino alla sentenza definitiva. Non solo: ammesso che ci siano controllori a sufficienza, i denunciati scivoleranno via dalle “zone rosse”, ma non potranno smaterializzarsi. Da qualche parte dovranno andare, e il risultato non potrà che essere lo spostamento o, al limite, la diluizione del “problema”. Ricordate il famoso regolamento sul decoro di una decina di anni fa?
L’iniziativa durerà per tre mesi, poi si vedrà.
Sulla scia di questa iniziativa sarebbe interessante la creazione di una sorta di “semaforo rosso”: a chi supera il limite di velocità si blocca la patente e l’auto per una decina di giorni, oltre alle consuete conseguenze previste.
Se vogliamo dare sicurezza, diamola davvero.
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