Rispetto




Tra coloro ai quali nei giorni scorsi il Quirinale ha concesso una onorificenza c’è anche Iacopo Melio, il ragazzo disabile che da anni si batte per avere una maggiore indipendenza per chi è disabile, cominciando dalla sua necessità di dover prendere il treno.
Credo sia una battaglia necessaria, soprattutto per sentirsi liberi di poter andare in giro. Anche fuori dalle stazioni è necessaria una maggiore cura nell’organizzazione dell’arredo urbano: marciapiedi, strade e scivoli, fatti in modo che non diventino un modo per parcheggiare meglio l’auto sul marciapiede, senza dimenticare i pali che a volte sembrano messi a caso o le bici che a volte intralciano.
Si arriva poi all’assurdo che una “riqualificazione” come quella della tramvia ha lasciato uno scalino di 2-3 cm ai marciapiedi del nuovo semaforo sul percorso pedo-ciclabile tra il ponte di via dello Statuto e la fermata tramviaria Strozzi.
Se non ci si arriva con l’architettura, ci si può arrivare con le multe.
C’è poi chi usa falsi permessi per disabili o magari usa quelli intestati a familiari ormai deceduti. Secondo alcune stime, in Italia su circa 2,5 milioni di pass per disabili, un quarto è abusivo o falso.
Con tutti i sistemi di sorveglianza che ci sono oggi, togliere un permesso ad una persona deceduta dovrebbe essere questione di ore: qualcuno mette in mezzo la tutela della privacy, ma ; inoltre sono le stesse associazioni dei disabili a richiederlo, anche perché chi non ne ha diritto occupa uno spazio necessario a chi è realmente in difficoltà. Un paese civile si riconosce anche da queste cose.
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