La neve e il collasso


Una nevicata e la città si paralizza. C'è chi non ha sgombrato le strade (Quadrifoglio), chi non aveva le catene (Ataf, automobilisti, TIR etc), i treni fermi (FS, da terzo mondo) etc.

Ma a Firenze il traffico collassa anche per molto meno. Già varie volte nei mesi scorsi l'intera cerchia dei viali si è bloccata per situazioni ordinarie: una risfaltatura di mezza carreggiata, un concerto, un albero caduto, un incidente.

Il disastro per neve è solo la dimostrazione estrema di una situazione incancrenita da molto tempo, che nessuno finora ha avuto il coraggio e la capacità di contrastare. La cancrena viene da lontano e si prolungherà anche nel futuro, se non si cambia rotta.

Semplicemente ci si muove ogni giorno sul filo del rasoio, sull'orlo della paralisi, e la quasi immobilità è diventata normale. Solo per ricordare: circa 80.000 posti auto nelle strade e 220.0000 vetture immatricolate, dei soli residenti (più le orde sterminate provenienti da fuori). O una quota spropositata di spostamenti con l'auto, spesso per un paio di chilometri o anche meno.

Le scelte di decenni da parte delle varie Amministrazioni hanno favorito e incentivato questa follìa, unica in tali proporzioni in Europa. Allora vogliamo continuare a facilitare la sosta dappertutto, il "diritto" a intasare e distruggere la città per ogni automobilista? Un vero circolo vizioso, del tutto perverso

Per uscirne bisogna liberare le strade da una grossa fetta di auto in circolazione, e lo spazio va destinato a tram, bus, piste ciclabili, zone pedonali. Si tornerà a muoversi e anche a respirare, e le ordinarie catastrofi lo saranno un pò meno.

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